Recentemente sono stato contattato da un piccolo imprenditore. Ha manifestato la voglia di cambiare completamente il suo sito web poiché, secondo lui, i risultati erano scarsi per non dire inesistenti, nonostante gli investimenti fatti.

Non dirò nè la cifra nè l’azienda naturalmente, ma vi assicuro che per un piccolo commerciante,  al giorno d’oggi, si tratta di un budget di tutto rispetto.

Nella sua voce c’erano delusione e sfiducia. La sensazione di chi si sente ingannato dalla “mancata promessa del web” e lentamente sta maturando la convinzione che internet non serva a nulla. E che alla fine ad avere successo in rete sono sempre e soltanto i grandi colossi.

Lo scenario: un sito brutto…e inutile!

Lo lascio parlare e gli chiedo di girarmi un’email con tutti i riferimenti, compreso ovviamente il link al sito esistente, che sono andato subito ad analizzare. Ai miei occhi si presenta subito un sito e-commerce mal fatto di non più d’una decina di prodotti:

  • presenta gravi mancanze dal punto di vista sia strategico che operativo;
  • assente ogni riferimento a modalità di pagamento, modalità, tempi e costi delle spedizioni;
  • nessuna pagina “contatti” se non un indirizzo email e un numero di telefono in basso nel footer;
  • un certificato di sicurezza SSL che però non funziona come dovrebbe, e difatti il browser segnala subito un errore;
  • nessuna omogeneità tra i colori del logo e quelli del resto del sito;
  • varie ed eventuali…

Ma soprattutto capisco subito che il grave errore è a monte: il mio interlocutore infatti non vuole vendere online. Vuole acquistare!

Si, perché dalla sua telefonata emerge subito la volontà di utilizzare il sito web come piattaforma per la Lead Generation, ossia per l’acquisizione di contatti. La vendita, dice lui, avviene offline nei canali tradizionali come mercatini, fiere di settore. Non è un classico venditore, ma un rivenditore. Acquista merce e la rivende offline. Un e-commerce non gli serve a niente. Sarebbe bastato andare sulla sua pagina Facebook per capirlo: decine e decine di post di persone che chiedono una valutazione, che offrono i propri oggetti, che chiedono una consulenza. Non uno (uno solo) che abbia manifestato la volontà di acquistare.

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Come funziona la storia

Approfondisco la situazione e vedo che il sito è stato sviluppato da una nota azienda italiana di servizi. Il piccolo imprenditore mi racconta la sua storia, fatta di migliaia di Euro buttati ogni anno. Al costo per il mantenimento del sito web (un canone che va pagato di anno di anno, pena la scomparsa del sito stesso) vanno aggiunte le somme destinate alle campagne Google AdWords, le quali ovviamente non hanno sortito alcun effetto. Sa che ha commesso un errore del quale si è pentito troppo tardi, ma nutre (giustamente…) grande risentimento verso il fornitore, colpevole di un’errata valutazione nella strategia.

La mia esperienza: punti chiave

  • L’importanza di una fase di analisi che porti ad una strategia condivisa e attuabile, con obiettivi chiari e misurabili. Questo avrebbe facilmente spostato l’asse a favore del cliente, che avrebbe avuto un sito destinato realmente al suo business e avrebbe investito meglio i suoi soldi.
  • I costi esorbitanti da sostenere in progetti sviluppati non da web agency o designers professionisti, ma da un’azienda che vende i servizi “un tanto al chilo”.
  • L’assurdità di dover pagare un canone annuale e, di conseguenza, dover sottrarre quella somma al budget da investire (come dovrebbe essere) nella produzione di contenuti di valore, iniziative di web marketing e altre attività on/offline.
  • L’incomprensibile atteggiamento di un’azienda che decide di far scomparire il sito web non appena si finisce di pagare il canone annuo (la proprietà del sito resta all’azienda che lo ha elaborato, non al cliente come sarebbe invece giusto e corretto).
  • La bassa qualità del servizio fornito, anche e soprattutto dal punto di vista meramente tecnico. Siti web tutti uguali, con una scarsa User Experience e scarsamente indicizzati. 
  • Zero flessibilità e usabilità. Avete mai provato a cambiare un testo, un’immagine, implementare una funzione, modificare il posizionamento di un contenuto, in uno di questi siti? Se siete tecnici è ok, ma se siete imprenditori che nella vita fanno tutt’altro, allora auguri.
  • Pochissime possibilità di far emergere la propria Brand Identity, ossia l’identità del brand, i valori che la animano e i messaggi giusti. Trattandosi di siti web pressoché tutti identici, in cui ciò che cambia è solamente il logo e i colori, il rischio di finire impantanati in un calderone dal quale è impossibile emergere è altissima.
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Solo un caso sfortunato?

Quotidianamente ho la fortuna di lavorare a stretto contatto con bravi professionisti del settore: web designers, sviluppatori, SEO stretegist e così via. Tante sono le figure professionali e le web agency di valore che offrono servizi di uno standard qualitativo altissimo a prezzi ragionevoli.

Forse sono stato solo sfortunato (e ancor più sfortunato è stato questo imprenditore, che oggi è mio cliente) ma alla luce dei fatti non consiglierei a nessuno di affidare la propria comunicazione ad un servizio simile. Il rischio è alto, e oggi è sempre consigliabile dedicare un po’ di tempo alla ricerca di professionisti seri e competenti. Vi giuro che ci sono 🙂