Tra i tanti strumenti digitali e canali social oggi esistenti, ce n’è uno che ha trovato la sua ambasciatrice più convinta e preparata: parliamo di Telegram e di Marta Pellizzi, professionista non solo conosciuta per le grandi qualità di tutor e formatrice, ma anche e soprattutto autrice di un manuale di enorme successo (“Rivoluzione Telegram“) dedicato proprio a Telegram, il servizio di messaggistica istantanea che sta generando sempre più interesse tra i marketers e gli imprenditori più illuminati.

Ho voluto fare quattro chiacchiere con lei per capirne di più e devo ammettere che in poche righe Marta è già riuscita a chiarire alcuni miei dubbi: una dote che solo i migliori comunicatori hanno!

Se volete scoprirne di più su Telegram e sull’approccio social per le PMI, leggete la sua intervista. Buona lettura!

Raccontaci un po’ chi sei, di cosa ti occupi e qual è stato finora il tuo percorso.

Mi definisco “imprenditrice digitale”. Amo i social network, mi piacciono gli strumenti che possono connettere le persone facilmente e aiutarle a conoscerci, a scambiarsi facilmente tutto ciò che gli passa per la testa. E Telegram è uno di questi strumenti. Lavoro molto con Telegram e ne ho fatto la mia specializzazione. Ma, al di là del lavoro, sono una ragazza un po’ fuori dal comune. Una che ha affrontato non le solite sfide. Qualcuno che ha dovuto lottare per studiare, per crearsi il suo piccolo spazio, per crearsi sogni e raggiungerli. Avevo poco più di 18 anni quando mi dissero che avevo un tumore cerebrale e che avrei perso la vista. Dopo quest’episodio la mia vita è stata tragicamente avventurosa. Diverse cadute, ricadute, problemi legati alla vista e alla mia autonomia personale, e ciò ha scalfito profondamente chi sono e come svolgo il mio lavoro.

I social network sono ormai un “must” per qualsiasi azienda, eppure siamo ancora lontani da un loro uso consapevole: quali sono gli errori che secondo te un imprenditore non dovrebbe MAI fare riguardo la sua presenza sui social?

Secondo me gli imprenditori di oggi si interessano ai social ma non lo fanno con consapevolezza. Se ci sono, li usano male. Se ci sono, e li usano male, delegano ai professionisti di settore. Delegare e affidare la propria azienda a terzi è corretto, ma estranearsi e non seguire ciò che il professionista fa (magari accorgendosi dopo due anni di aver pagato a vuoto il social media manager) è il disastro che maggiormente mi viene raccontato. La tragedia è infatti questo: non si ha consapevolezza di quanto possano essere benefici o distruttivi strumenti del genere. E se ci si disinteressa delegando troppo potrebbe essere la fine, se il professionista che abbiamo delegato, è incompetente.

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Ti è mai capitato di SCONSIGLIARE la presenza sui social a qualcuno?

Mi capita di continuo di sconsigliare. Di sconsigliare gli indecisi o gli inconsapevoli. Di sconsigliare che non è ancora pronto per questo mondo. Non è vero che bisogna esserci per forza. Meglio non esserci se non sappiamo come agire. Vedo pagine Facebook gestite malissimo, profili Twitter abbandonati, canali Telegram deserti. E ciò è colpa di chi ha creato ma non è rimasto, probabilmente, per incompetenza. Ecco che, a questo punto, è meglio non esserci.

Social? Non è vero che bisogna esserci per forza: meglio non esserci se non sappiamo come #agire Condividi il Tweet

È opinione diffusa che i social funzionino solo per grandi brand con abbondanti risorse in termini di budget: per un piccolo imprenditore o commerciante, pensi sia possibile ottenere risultati dai social? E se sì, in che modo?

La maggior parte dei miei clienti o dei miei colleghi non sono grandi aziende. Tutti lavoriamo con le nostre piccole risorse. Il tempo è una di queste risorse. Non è detto che serva per forza una risorsa economica o risorse umane (discorso diverso per le grandi aziende). Alle piccole realtà non servono soldi, serve voglia. Sono forte dell’idea che lavorare per ottenere risultati organicamente sia una delle scelte più ripaganti a lungo termine. Lo faccio con me stesse ed è ciò che consiglio nelle mie sessioni di formazioni. Il mio scopo è quello di aiutare il cliente a ottenere il massimo organicamente senza investire. Il percorso è arduo e soddisfacente al tempo stesso.

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Hai scritto un libro di grande successo: “Rivoluzione Telegram”. Eppure sono ancora pochi gli imprenditori che decidono di avvalersi di un canale Telegram. Quali sono le leve che utilizzi per convincere gli imprenditori?

Per convicere qualcuno dico solamente “Usa Telegram per qualche settimana e sarai tu a convincerti che è ottimo”. Poi, se ciò non funziona, uso frasi ad effetto (sì, anche io sono per gli effetti speciali) del tipo: “Sei stufo che nessuno veda i tuoi post su Facebook? Bene, se la risposta è affermativa posso indicarti un’altra strada. Telegram non media i contenuti con un algoritmo, attraverso il tuo canale tutti i post che lancerai verranno consegnati ai tuoi iscritti“. Cosa dire di più?

#Telegram non media i contenuti con un algoritmo, attraverso il tuo canale tutti i post che lancerai verranno consegnati ai tuoi iscritti. Cosa dire di più? Condividi il Tweet

Mi è capitato di parlare con persone che reputano Telegram un’alternativa a WhatsApp. E invece?

Parlare di alternativa non è scorretto se ci riferiamo alla sola funzione di messaggistica istantanea. La questione è che Telegram ha supergruppi e canali che permettono di connettersi con il mondo. E queste funzionalità rendono più l’idea di un social che di un’applicazione di messaggistica. Quindi, in tal caso, non si parla più di alternativa, ma di strumento unico che non ha competitors.

Puoi consigliarci un libro (oltre al tuo, ovviamente!), un/una professionista e un corso da seguire per approfondire l’argomento “Social Media Marketing”?

Così di getto? Posso consigliare Riccardo Scandellari che ne mastica di questi argomenti. Tra l’altro Riccardo Scandellari ha scritto la prefazione del mio “Rivoluzione Telegram” e il suo canale è uno dei punti di riferimento con una community tra le più attive. Consiglio il suo ultimo libro, “Rock’n’blog“. Un corso? Non sono certa di riuscire a consigliare qualcosa di davvero interessante.