Se stai cercando informazioni su quanto spendere per un sito web, molto probabilmente non sei all’inizio del percorso.
Hai già capito che “fare un sito” non è come comprare un computer o una stampante. Hai parlato con qualcuno, magari hai già ricevuto più di un preventivo, o stai per chiederlo. E a questo punto ti sei bloccato su una domanda molto concreta: il prezzo che mi hanno proposto è giusto o no?
Ti dico subito che è una sensazione comune. So perfettamente che da un lato non vuoi buttare soldi, dall’altro non vuoi nemmeno fare la scelta sbagliata solo perché “costava meno”.
Il problema è che, senza riferimenti chiari, ogni cifra può sembrare arbitraria: troppo alta se guardi il tuo budget, troppo bassa se temi che dietro ci sia qualcosa che non torna.
Negli anni mi è capitato spesso di parlare con piccoli imprenditori o commercianti che arrivavano con un preventivo in mano e una serie di frasi sempre uguali: “Ho ricevuto un preventivo che mi sembra altissimo” oppure “Ho ricevuto preventivi con cifre molto diverse tra loro!”.
Ed è esattamente qui che nasce la necessità di fare un chiarimento.
Non serve a dirti quanto costa un sito web, né a fornirti listini o prezzi medi (ho provato a farlo in un altro articolo). Qui voglio provare a darti criteri di valutazione, quelli che di solito nessuno ti spiega: come capire se il preventivo è coerente con quello che ti serve davvero, se il budget che hai in mente è realistico, se stai pagando per qualcosa che userai oppure no.
Perché la verità è semplice: il problema non è quanto spendi, ma se quello che spendi è allineato a ciò che ti aspetti dal sito!
Sommario articolo
TogglePerché la domanda “quanto costa un sito web” non ti aiuta davvero
La domanda “quanto costa un sito web” è legittima. Sarebbe strano il contrario. Il problema è che, presa da sola, non ti aiuta a capire se stai facendo una buona scelta.
Te lo dico senza giri di parole: negli anni ho visto persone spendere 900 euro per un sito che alla fine si è rivelato inutile e altre persone spenderne 5.000 per un sito che non avrebbe mai potuto funzionare per come era stato pensato. In entrambi i casi, il problema non era il prezzo, ma la mancanza di un ragionamento a monte.
Il prezzo è un numero finale. Arriva dopo una serie di decisioni, non prima. Se quelle decisioni non sono chiare, quel numero è solo una cifra che fa più o meno paura.
E diciamolo chiaramente, fuori dai denti: molte agenzie e freelance “giocano” su questo fatto. Fanno leva sull’impreparazione del cliente finale. Non “masticando” molti termini tecnici, vendono cose assolutamente inutili al solo scopo di gonfiare il prezzo. Altri, al contrario, ti propongono un prezzo così basso per farti cadere nella loro rete, ma alla fine ti consegnano un sito che vale ancora meno (e che non ti servirà a nulla).
Perché confrontare i prezzi è fuorviante
Uno degli errori più comuni è questo: chiedere due o tre preventivi e confrontarli come se fossero preventivi per lo stesso servizio.
In realtà, non è proprio così: spesso i preventivi che ricevi non stanno rispondendo alla stessa domanda.
Un fornitore ti propone un sito essenziale, rapido, con il minimo indispensabile. Un altro immagina un sito che deve spiegare, convincere, filtrare i contatti, svilupparsi, crescere.
Il prezzo cambia, ma non perché uno “ruba” e l’altro “regala”: cambia perché il lavoro richiesto è diverso.
Il problema è che questa differenza raramente viene spiegata in modo chiaro. E così tu ti ritrovi a pensare che uno dei due stia esagerando, quando magari sta semplicemente includendo cose che l’altro ha escluso (o scaricato su di te).
Un esempio molto concreto (e molto frequente)
Un caso tipico: piccolo imprenditore, attività locale, budget già deciso “a sensazione”. Riceve un preventivo che rientra nel budget, sviluppa il sito che però non porta risultati: non è presente su Google, non riceve richieste né nuovi contatti. Sta lì e basta. Dopo qualche mese l’imprenditore conclude che “il sito non serve a niente”.
Però, quando si va a vedere cosa è stato fatto, spesso emerge che:
- non c’è stata una strategia a monte, quindi quel sito esiste solo per chi lo ha fatto, ma è invisibile alle persone (e ai potenziali clienti)
- i contenuti sono stati scritti male o copiati, e quindi non convincono gli utenti
- il sito era tecnicamente corretto, ma non progettato per lavorare
Il problema, come vedi, non era il costo. Era l’idea iniziale. La decisione sbagliata è stata scegliere il preventivo (e l’agenzia/freelance) solo in base al risparmio.
Un punto di vista alternativo (e onesto)
Detto questo, va anche detto il contrario. Non sempre serve un grande investimento. In alcuni casi spendere poco è la scelta più sensata: attività che vivono di passaparola, realtà molto locali sul territorio, contesti in cui il sito serve solo a confermare un’informazione.
Il punto qui è: non voglio demonizzare i preventivi bassi! Anche i miei, alcune volte, lo sono. Il punto è capire quando sono utili e coerenti, e quando no.
E questa distinzione non si fa guardando la cifra in fondo alla pagina, ma capendo che tipo di sito ti stanno proponendo e perché.
Finché questa distinzione non è chiara, la domanda “quanto costa un sito web” resta una scorciatoia. Comoda, ma poco utile.
Quello che serve davvero è spostare la domanda su un altro piano: questo preventivo è adatto a ciò che mi aspetto dal sito? L’investimento vale la pena? Cosa mi ritroverò una volta pagato?
Cosa deve fare davvero il tuo sito web
Arrivati a questo punto, c’è una cosa che va detta chiaramente: non esiste un preventivo “giusto” in assoluto, esiste un preventivo giusto per quello che il tuo sito deve fare.
Il problema è che questa domanda viene quasi sempre data per scontata.
La realizzazione di un sito web spesso parte da un’idea implicita (“un sito vetrina”, “un sito aziendale”, “un sito e-commerce”), e chi lo commissiona accetta quella definizione senza chiedersi se sia davvero coerente con le proprie aspettative.
Eppure, è proprio qui che si gioca tutto. Perché la funzione del sito determina il lavoro necessario, e quindi anche il prezzo.
- Che tipo di sito ti serve?
- Qual è l’obiettivo che ti sei posto con il sito?
- Come verrà usato dagli utenti?
- Da dove proverrà il traffico in entrata?
Sono tutte domande da fare PRIMA di richiedere un preventivo, e sono determinanti per valutare se le proposte che riceverai sono corrette oppure no. Vediamole nel dettaglio.
Se il sito deve solo “esserci” (e nulla di più)
Ci sono attività per cui il sito ha una funzione molto semplice: dare informazioni, rassicurare chi già conosce l’azienda, offrire un punto di riferimento online. Si tratta del più classico dei “siti vetrina”: un sito web composto da 4-5 pagine, senza vendita diretta, solo contenuti di presentazione e un modulo contatti.
Pensa a un negozio di quartiere, a un professionista che lavora quasi esclusivamente su segnalazione, a un’attività che non acquisisce clienti dal web. In questi casi il sito non è uno strumento di acquisizione, ma di conferma.
I clienti di queste aziende provengono da fuori, da altri canali. Non dal web. Vanno sul web solo per vedere confermate alcune informazioni che hanno già.
Qui un preventivo contenuto ed economico può essere assolutamente corretto. Pretendere di più significherebbe pagare per qualcosa che non userai.
Il problema nasce quando questa tipologia di sito viene proposta a chi si aspetta risultati, magari senza che nessuno lo dica esplicitamente!
Se il sito deve portare contatti, richieste, appuntamenti
Se ti aspetti che il sito:
- generi telefonate o email da parte di nuovi clienti
- filtri i contatti
- faccia una prima selezione dei potenziali clienti
allora non stai più parlando di “un sito”, ma di uno strumento di lavoro.
In questo caso il preventivo dovrebbe riflettere un lavoro diverso:
- progettazione della struttura
- contenuti pensati per chi legge, non per chi scrive
- messaggi chiari su cosa offri e per chi
- funzioni leggermente più avanzate
Quando questi elementi non sono previsti, il prezzo può sembrare conveniente, ma non è allineato all’obiettivo.
Ed è qui che spesso nasce la frase: “Il sito è fatto bene, ma non porta niente.”
Sapessi quante volte ho sentito questa espressione! Non hai idea di quanti clienti sono venuti da me dopo aver fatto un investimento che si è rivelato improduttivo…
Il perché lo abbiamo detto: paga poco per un sito che dovrebbe portare risultati e il rischio di trovarti in questa situazione è altissimo!
In questa tipologia rientrano anche (e soprattutto) gli e-commerce, ossia i siti web pensati per vendere online. Un genere di sito che richiede tempo, sviluppo e competenza, perché altrimenti sarebbe come costruire un bellissimo centro commerciale…nel deserto!
Se il sito deve aiutare il cliente a scegliere te (e non un altro)
C’è poi una terza funzione, spesso sottovalutata, ma decisiva: il sito come strumento di supporto alla decisione.
Molti clienti non contattano subito. Guardano, confrontano, leggono, valutano. Se il sito non li accompagna in questo percorso, tutto il peso ricade su telefonate, incontri e preventivi, rendendo ogni trattativa più lunga e più faticosa.
In questi casi il sito deve:
- spiegare il valore del servizio
- anticipare dubbi e obiezioni
- chiarire perché il tuo prezzo ha senso
Se nel preventivo questo lavoro non è previsto, il costo può sembrare basso, ma il risultato sarà un sito che non sostiene davvero il tuo lavoro commerciale.
Un errore molto comune (e molto umano)
Uno degli errori più frequenti che vedo è questo: aspettarsi che il sito faccia “un po’ di tutto”, ma accettare un preventivo pensato per fare “il minimo indispensabile”.
Nessuno (o quasi) lo fa in malafede.
Succede perché manca un momento di chiarezza iniziale, in cui qualcuno mette sul tavolo la domanda giusta: che ruolo deve avere questo sito nella tua attività?
Finché questa risposta non è chiara, qualsiasi cifra – alta o bassa – resta difficile da valutare. E il preventivo, invece di essere uno strumento di scelta, diventa solo un numero da accettare o rifiutare a sensazione.
Cosa incide davvero su un preventivo (e come capirlo leggendolo)
Il valore di un preventivo non è in quello che vedi, ma in quello che intuisci
Quando leggi un preventivo per un sito web, la tentazione è soffermarsi sulle voci elencate: numero di pagine, grafica, funzionalità, tempi. È umano, perché sono le uniche parti “tangibili”. Le uniche che parlano di cose concrete, reali, visibili.
Un sito con 5 pagine costerà necessariamente meno di un sito di 20 pagine, giusto? Non è proprio così! Lo abbiamo visto prima: il fattore determinante è la tipologia e la funzione del sito, i suoi obiettivi.
Il problema infatti è che quasi mai quelle voci bastano a capire se il prezzo abbia senso.
Nella mia esperienza, i preventivi che portano ai risultati peggiori sono spesso quelli più dettagliati a voce e più vaghi nella sostanza. E viceversa, alcuni preventivi apparentemente “asciutti” nascondono un lavoro molto più serio.
Io adotto un altro metodo di lavoro: preventivi dettagliati di diverse pagine, in cui spiego al cliente anche la terminologia di quello che andremo a fare. Perché preferisco avere un cliente consapevole e coinvolto piuttosto che uno che badi solo al prezzo!
La differenza sta tutta in come riconoscere ciò che viene fatto davvero, anche quando non è scritto nero su bianco.
Progettazione: c’è davvero, o è solo una parola elegante?
Uno degli aspetti più determinanti – e più fraintesi – è la progettazione del sito web. Molti preventivi la citano, pochi la spiegano.
Un buon segnale è quando il preventivo lascia intendere che qualcuno ha già pensato al sito prima di realizzarlo: struttura, priorità, percorso dell’utente, obiettivi chiari. Un cattivo segnale è quando tutto viene dato per scontato e il sito sembra nascere direttamente “in fase di realizzazione”.
Ti faccio un esempio concreto.
Se nel preventivo non emerge il processo che permette di decidere cosa va in homepage e cosa no, dove portare l’utente (il famoso percorso che porta un semplice visitatore a contattarti) e perché (quali leve e linguaggi utilizzare) molto probabilmente quel lavoro non verrà fatto. Non perché chi realizza il sito sia incapace, ma perché non è stato previsto.
Non parliamo poi dello step zero, quello che viene ancora prima, e che risponde alla domanda (prima ancora di pensare al sito): ok, prima di progettare e fare il preventivo, abbiamo idea di come portare le persone a visitarlo?
Questa non la fa quasi nessuno.
In questi casi il prezzo scende, ma scende anche la responsabilità del risultato. E quella responsabilità, inevitabilmente, finisce su di te.
Contenuti: chi se ne occupa davvero (e cosa significa)
Questa è una delle zone più delicate, e anche una delle più sottovalutate.
Molti preventivi danno per scontato che i contenuti li fornirai tu: testi, descrizioni, informazioni. È legittimo, ma è una scelta che ha conseguenze.
Se i testi sono completamente a tuo carico:
- il prezzo cala
- il tempo di realizzazione si accorcia
- il rischio di avere un sito poco efficace aumenta
Non perché tu non sappia scrivere, ma perché scrivere per un sito che deve funzionare è un lavoro specifico, diverso dal raccontare la propria attività. Questo è più un lavoro da copywriter (di cui ho già parlato), ossia di una figura specifica e professionale che analizza il tuo settore e il tuo target, e declina i testi/messaggi per ottenere la massima efficacia.
Un buon preventivo, anche senza entrare nei dettagli, ti fa capire se i contenuti sono parte del progetto o solo un riempitivo finale.
Se questa distinzione non è chiara, stai pagando per un sito che verrà completato “a incastro”, senza una vera coerenza.
Tecnica e funzionalità: il superfluo e il necessario
Un altro errore comune è valutare il preventivo in base al numero di funzionalità incluse. Più ce ne sono, più sembra completo.
In realtà, un preventivo serio tende a fare il contrario: riduce il superfluo e chiarisce il necessario.
Se trovi elenchi lunghissimi di funzioni, plugin, integrazioni, ma nessuna spiegazione del perché servano davvero, è lecito chiedersi se siano lì per valore o per impressionare.
Quasi sempre vengono incluse funzioni come: Google Analytics, che serve a registrare le statistiche del sito (visitatori, pagine viste, ecc). Ma sei sicuro che ti serva davvero?
Un buon preventivo non ti promette tutto. Ti promette ciò che serve per raggiungere l’obiettivo dichiarato.
Un buon preventivo ti propone cose importanti alle quali non avevi pensato:
- firewall di sicurezza (sai che il tuo sito può essere attaccato?)
- adeguamento alle normative (sì, i siti web devono rispettare le leggi!)
- ottimizzazioni sul mobile (il traffico maggiore è da smartphone)
- e così via…
Dopo la pubblicazione: cosa succede davvero?
Qui c’è una delle differenze più nette tra un preventivo pensato bene e uno pensato solo per “chiudere il lavoro”.
Un sito web non smette di esistere il giorno in cui viene pubblicato. È esattamente il contrario.
Un sito web, come un bambino, nel momento in cui viene alla luce ti richiede cura, attenzione, sicurezza, nutrimento.
Nel caso di un sito aggiornamenti, piccole modifiche, miglioramenti, adattamenti, monitoraggio: sono tutte cose normali, comuni a tutti i siti web (almeno, quelli che faccio io).
Se il preventivo non accenna minimamente a cosa succede dopo, due sono le possibilità:
- il lavoro finisce davvero lì (e buona fortuna!!)
- oppure ogni minima cosa diventerà un costo extra, spesso non previsto
Nessuna delle due è necessariamente sbagliata, anche se io non accetterei mai una situazione simile. Ma devono essere chiare prima, non scoperte dopo.
Un punto di vista alternativo (che vale la pena considerare)
A questo punto è giusto dirlo: non tutti i progetti hanno bisogno di tutta questa roba. Ci sono situazioni in cui un preventivo semplice, essenziale, anche “meccanico”, è più che sufficiente.
Il problema non è scegliere un preventivo snello. Il problema è sceglierlo credendo che copra esigenze che in realtà non copre.
Quando questo accade, il prezzo diventa il capro espiatorio.
In realtà, il problema era la valutazione iniziale.

Come capire se il preventivo è corretto (e se il prezzo è fuori mercato)
La vera domanda non è “quanto costa”, ma “ha senso per me?”
Arrivati a questo punto, probabilmente hai ancora una domanda in testa, anche se formulata in modi diversi: il preventivo che mi hanno fatto è giusto o no?
È una domanda legittima, ma anche pericolosa, perché tende a cercare una risposta semplice a un problema che semplice non è. Non esiste una cifra “giusta” in assoluto. Esiste una cifra coerente o incoerente con quello che stai cercando di ottenere.
Il punto non è capire se il prezzo è alto o basso.
Il punto è capire se quel prezzo è giustificato per il tipo di sito che ti stanno proponendo.
Se dovessi fare un paragone, è un po’ come chiedere: qual è il prezzo giusto per un’automobile? Come vedi, tutto dipende dal tipo di automobile che cerchi e dall’uso che devi farne!
Ti serve un’automobile per fare solo il tragitto casa/lavoro? Allora ti basta un’auto economica. Se invece devi fare lunghi viaggi, hai una famiglia numerosa e abiti in montagna…la cosa cambia! Non esiste il prezzo unico: esiste solo il prezzo giusto per quello che ti occorre.
Quando un prezzo è davvero “fuori mercato”
Un prezzo è fuori mercato non quando è alto, ma quando non è sostenuto da ciò che include.
Un segnale tipico è quando il preventivo:
- non chiarisce cosa verrà deciso insieme e cosa no
- non spiega su quali aspetti si investiranno energie e tempo
- sembra intercambiabile con altri dieci preventivi simili
In questi casi il prezzo può sembrare importante, ma in realtà stai pagando un’esecuzione standard, non un progetto pensato per il tuo contesto.
Allo stesso modo, anche un prezzo molto basso può essere fuori mercato se non è compatibile con ciò che ti aspetti dal sito.
Un preventivo troppo basso è sospetto se:
- è troppo sintetico e lascia vuote (o superficiali) voci importanti come sicurezza, assistenza, monitoraggio, normative di legge
- non ti spiega cosa verrà fatto e con quale tecnologia
- qual è davvero il tuo contributo
- è sviluppato da qualcuno che non è in grado di dimostrarti alcun risultato portato in passato
Se il sito dovrebbe portare contatti, filtrare richieste o sostenere il valore del tuo servizio, un preventivo troppo economico spesso è un segnale che quel lavoro non è stato previsto.
Tu potresti scambiarlo per uno più efficiente: in realtà è solo più superficiale.

Il budget che hai in mente è sufficiente?
Questa è una delle domande più difficili, perché tocca un punto personale.
Personalmente è una domanda che faccio spesso ai nuovi clienti, ma a cui quasi sempre non ho risposta. Le persone hanno paura ad indicare il budget a loro disposizione. Temono che quella cifra sarà riportata pari pari nel preventivo.
Budget di 1500 Euro? Il sito viene 1500 euro. Tremila? Il sito viene tremila. E così via.
Lo ammetto, le resistenze sono giustificate. Ci sono in giro molti, troppi furbi. O persone che si credono tali.
Eppure, indicare un budget è importantissimo!
Il budget non è solo una cifra: è il limite che ti senti di superare o no in questo momento. Indica le risorse che sei disposto ad investire nel progetto. E dicono anche quanto ci tieni o no alla riuscita del progetto.
Qui è importante essere onesti. Se il budget che hai in mente è molto basso, non significa che tu stia sbagliando. Significa però che anche il ruolo del sito dovrà essere ridimensionato.
Il problema nasce quando budget e aspettative non si parlano. Quando si chiede a un sito di fare un lavoro da strumento commerciale, ma lo si finanzia come se fosse solo una vetrina online.
In questi casi il rischio non è spendere poco, ma spendere male!
Se vuoi richiedere un preventivo per il sito web, contattami.
Agenzia o freelance: perché la scelta giusta dipende dal metodo, non dalla forma
Molti arrivano a questo punto con un dubbio classico: meglio un’agenzia o un freelance?
La verità è che questa distinzione, da sola, dice pochissimo.
Ho visto freelance lavorare con un livello di attenzione, responsabilità e visione che molte agenzie non avevano. E ho visto agenzie strutturate offrire un supporto e una continuità che un singolo professionista non avrebbe potuto garantire.
La differenza non è nella dimensione, ma nel modo in cui viene gestito il progetto.
Io posso vantarmi di gestire i progetti in prima persona, ma affiancandomi a professionisti rinomati e conosciuti in tutta Italia. Quindi, sebbene il costo sia quello di un freelance, il servizio è quello di una web agency!
Chi ti propone un preventivo serio:
- fa domande prima di parlare di soluzioni
- chiarisce cosa è incluso e cosa no
- non promette risultati vaghi
- non ti spinge a scegliere subito
Chi invece parla solo di strumenti, piattaforme o layout, senza collegarli ai tuoi obiettivi, sta probabilmente vendendo un sito, non una soluzione.
Come confrontare due preventivi senza farti ingannare dal prezzo
Se hai due preventivi davanti, prova a farti queste domande, una per una:
- Quale dei due mi aiuta di più a capire cosa sto comprando?
- In quale sento che qualcuno si sta assumendo una responsabilità reale?
- Quale dei due tiene conto di quello che io voglio ottenere, non solo di quello che “si fa di solito”?
Spesso la risposta non coincide con il prezzo più basso né con quello più alto. Coincide con il preventivo che riduce le zone grigie, anche se costa un po’ di più.
Un’ultima considerazione, forse la più importante: capire se un preventivo è corretto non significa diventare esperti di web design. Significa smettere di valutare una decisione complessa come se fosse un acquisto standard. Un sito non è una stampante, lo ripeto, né un monitor. È un progetto digitale dinamico, vivo, in movimento, che deve calzarti a pennello.
La differenza tra un preventivo corretto e uno sbagliato è quella che passa tra il servizio di sartoria e un capo di abbigliamento low cost. Nel primo caso hai un prodotto tagliato su misura, nel secondo un prodotto identico a tutti gli altri.
Quando il preventivo è coerente con il ruolo del sito, il prezzo smette di essere un problema.
Quando non lo è, qualsiasi cifra diventa difficile da giustificare, anche la più bassa.
Ed è qui che la scelta smette di essere economica e diventa strategica.
Quanto spendere davvero per un sito web (alla fine)
La cifra giusta è quella che regge le tue aspettative
A questo punto, se hai letto fino qui, dovresti aver capito una cosa fondamentale: quanto spendere per un sito web non è una risposta che si trova online, ma una decisione che si costruisce.
Non esiste una cifra valida per tutti, né una soglia sotto la quale si sbaglia sempre o sopra la quale si è automaticamente al sicuro. Esiste però una distinzione molto chiara tra una spesa fatta con criterio e una fatta per pigrizia.
Spendere poco può essere una scelta intelligente, se il sito deve fare poco. Spendere di più può essere necessario, se il sito deve incidere davvero sul tuo lavoro. Spendere senza aver chiarito il ruolo del sito, invece, è quasi sempre un errore, indipendentemente dalla cifra. Poi, se cerchi una panoramica sui costi, leggi il mio articolo dedicato.
Il punto non è difendere un budget, ma difendere le aspettative.
Un preventivo ha senso quando ciò che include è coerente con ciò che ti aspetti dal sito, oggi e nei prossimi mesi. Quando questa coerenza c’è, il prezzo smette di sembrare arbitrario. Quando non c’è, nessuna cifra “giusta” può davvero rassicurarti.
Ed è qui che la scelta di un sito web smette di essere una questione tecnica o economica e diventa una decisione consapevole, come dovrebbero essere tutte le decisioni che incidono sul tuo lavoro.
FAQ – Dubbi comuni quando si parla di costi e preventivi per un sito web
Quanto costa in media un sito web professionale?
Dipende da cosa deve fare. Un sito pensato solo per informare e “esserci” (sito vetrina) può avere costi contenuti. Un sito che deve generare contatti o lavorare come strumento commerciale (esempio: e-commerce) richiede un livello di progettazione e contenuti più alto. Parlare di “costo medio” ha poco senso senza chiarire l’obiettivo. Qui trovi un approfondimento solo sui costi di un sito web.
Come faccio a capire se il preventivo che mi hanno fatto è troppo alto?
Un preventivo è troppo alto quando non è giustificato da ciò che include. Se non è chiaro su cosa verrà progettato, su come verranno gestiti i contenuti o su quale responsabilità si assume chi realizza il sito, il problema non è la cifra, ma il valore reale della proposta.
Un preventivo basso è sempre un rischio?
No. Un preventivo basso può essere corretto se è coerente con un sito semplice e con aspettative limitate. L’importante è essere consapevoli che si ottiene quello per cui si paga. Diventa un rischio quando viene scelto sperando che il sito faccia molto di più di quanto è stato progettato per fare.
È meglio affidarsi a un’agenzia o a un freelance?
Non esiste una risposta valida per tutti. La differenza non sta nella forma, ma nel metodo: domande fatte prima di proporre soluzioni, chiarezza su cosa è incluso, assenza di promesse vaghe. Un freelance serio può essere più efficace di un’agenzia, e viceversa.
Come confronto due preventivi senza basarmi solo sul prezzo?
Chiediti quale dei due ti aiuta davvero a capire cosa stai acquistando. Un buon preventivo riduce le zone grigie, chiarisce i confini del progetto e ti fa sentire più consapevole, non solo più tranquillo per la cifra.
Il budget che ho in mente è sufficiente?
Dipende da cosa ti aspetti dal sito. Se le aspettative sono alte e il budget è molto basso, è probabile che ci sia uno scollamento. In questi casi è meglio ridimensionare l’obiettivo o ripensare il progetto, piuttosto che forzare una soluzione che non potrà funzionare.
Ha senso rifare un sito che “non funziona”, anche se non è vecchio?
Sì, se il problema non è l’età ma la progettazione. Un sito può essere recente e completamente inefficace se non è stato pensato per il ruolo che dovrebbe avere. In questi casi intervenire ha senso, più che continuare ad adattarsi a uno strumento sbagliato.
Leggi questi post


