Oggi ho il piacere di ospitare uno dei migliori SEO Specialist presenti nel panorama italiano: Paolo Dolci, di WpSEO.

Paolo non è solo un esperto di SEO: è anche un professionista esemplare, uno di quelli a cui piace far parlare i fatti e i risultati.

Gli ho chiesto di darmi la sua opinione sulla SEO attuale e futura. Ne è uscita fuori una chiacchierata ricca di spunti e molto, molto istruttiva. Ecco le sue risposte!


Cosa significa fare SEO oggi, nel 2018? E come cambierà il modo di fare SEO in futuro?

La SEO è per sua stessa natura in continua evoluzione e quindi fare SEO, indipendentemente dall’anno o dal periodo, vorrà dire sempre una sola cosa: “osservare, monitorare e adattarsi ogni giorno ai cambiamenti di Google”.

Ciò che è cambiato rispetto a qualche anno fa è che i “cambiamenti” che cito sono:

  • molto più frequenti
  • molto più specifici
  • molto più raffinati

e quindi riuscire a capire “cosa è cambiato” diventa ogni giorno più complesso e richiede una vasta conoscenza sia dei meccanismi di Google stessi (che si possono acquisire facendo questo lavoro per abbastanza tempo), sia dell’informatica in senso più accademico (gli algoritmi o l’intelligenza artificiale sono comunque argomenti informatici anche se Google li ha “umanizzati”) sia, infine, della psicologia sociale/comportamentale.

Quest’anno e i prossimi a venire saranno caratterizzati dall’ulteriore riduzione (per non parlare di vera e propria scomparsa) degli utenti Desktop e, soprattutto, dall’aumento delle ricerche fatte con gli assistenti vocali che, in un plausibile futuro, saranno lo standard delle ricerche e nessuno digiterà più nulla.

Il futuro della SEO? Le ricerche fatte con gli assistenti vocali: in futuro nessuno digiterà più nulla.

Segnali di quanto detto ne abbiamo in abbondanza, a partire dagli investimenti che i vari Big stanno facendo per i propri Assistenti Vocali, fino ad arrivare a schema.org che ha recentemente inserito (per ora nello stato di “pending”) il Dato Strutturato “speakable” destinato ad essere utilizzato in quelle porzioni di testo particolarmente adatte ad essere potenziali risultati vocali di una ricerca anch’essa vocale.

Quali sono alcune delle best practice SEO più comuni che la maggior parte delle aziende non riescono ad implementare? E perché pensi che non lo facciano?

Con la mia Agency WpSEO uno dei punti su cui dobbiamo quasi sempre intervenire è l’aspetto SEO Tecnico. Ai giorni nostri qualsiasi Azienda, grande o piccola che sia, ha sicuramente un sito web aziendale (se non addirittura l’e-commerce) ma molto spesso basta fare un’analisi SEO preliminare per individuare numerosi errori o mancanze: Meta tag mancanti o mal formattati, gestione del linking interno affidata al caso, mancanza di Dati Strutturati o Snippet, sito lento nel caricamento e molte altre.

Logo WPSEO

Il punto di partenza di un progetto SEO in WpSEO è quasi sempre la revisione/correzione della Seo On Site proprio perché nonostante la “bellezza estetica” spesso il sito non ha gli stessi elementi che servono a rendere “bello il sito anche a Google”.

Spesso un Cliente mira ad avere un sito che costi il meno possibile: solo in futuro si porrà le giuste domande

Secondo me ciò accade perché esiste ancora una visione dell’ambito Web a compartimenti stagni dove chi fa i siti non fa la SEO e non ne tiene conto durante lo sviluppo. Il mercato è molto inflazionato e quindi per chi realizza siti, template e quant’altro l’obiettivo è riuscire a contenere i prezzi al pubblico e di conseguenza la realizzazione del sito è strutturata per finire nel minor tempo possibile con buona soddisfazione del cliente.

Il cliente dal lato suo non ha la visione nel medio-lungo periodo del sito o in generale non lo vede come un vero strumento di business ma solo come un “accessorio che bisogna avere” e a maggior ragione mira solo ad avere il sito al minor costo possibile.

Queste dinamiche sono molto (oserei dire troppo) diffuse e nel mondo del Web Marketing c’è un surplus di offerte per ogni cosa (dai siti alla SEO passando per l’Adv etc) ma una carenza di informazioni/indicazioni per poter riconoscere un professionista serio e valido da altri.

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Questo status delle cose porta e, purtroppo, porterà ancora molte aziende a realizzare siti che solo dopo anni dal loro sviluppo innescheranno nell’imprenditore domande come:

  • Come mai non mi porta contatti/visite/vendite?
  • Chi si occupa di queste cose? Come scegliere un Consulente SEO?

E che, dopo ulteriore tempo ancora, lo porteranno a bussare alla porta del Professionista.

Se dovessi dare una priorità alle varie tattiche SEO che un progetto può attuare, in che ordine di importanza le metteresti?

E’ difficile parlare di “tattiche” poiché verrebbe da pensare che si hanno un set di strategie da utilizzare e poi una volta messe in atto il grosso è fatto.

In questa occasione la risposta più classica di un SEO è obbligatoria: DIPENDE!

L’approccio o in generale le strategie da utilizzare vengono coniate ad hoc dopo aver fatto tutte le analisi e le domande del caso al Cliente.

Nei nostri 5 anni di vita in WpSEO abbiamo seguito oltre 400 Clienti e raramente abbiamo applicato la stessa strategia per più clienti perché sebbene gli step strategici sono sempre gli stessi:
ANALISI ➡️ STRATEGIA ➡️ RISULTATI

Entrano poi in gioco talmente tante variabili e sfumature che rendono difficile parlare di “tattiche SEO” come di un qualcosa ripetibile allo stesso modo.

Per rispondere alla tua domanda la scaletta delle operazioni che suggeriamo è:

  1. Analisi del Cliente – capire le sue esigenze, a chi si rivolge, come lo fa, perché, etc
  2. Analisi dei Competitor – capire come ce l’hanno fatta i competitor e individuare eventuali strategie utilizzate per adattarle al nostro caso
  3. Analisi del Potenziale inespresso – Quasi tutti i siti hanno un potenziale inespresso che, a volte, basta a dare i primi risultati SEO. Cosa intendo con “potenziale inespresso”? Ci sono aziende che spendono migliaia di euro in Link Building di qualità (cosa buona e giusta) ma a volte basterebbe andare a “scavare” nel loro passato o tra i loro fornitori/partner/clienti per ottenere già diverse menzioni di qualità;
  4. Ottimizzazione On Site – Non ha senso partire con strategie, Adv, Link Building etc se il sito tecnicamente non è in linea con quanto vuole Google
  5. Ottimizzazione Off Site

Paolo Dolci WPSEO

Quali sono le “verità assolute” della SEO che ti senti di mettere in discussione?

Posso rispondere che non ci sono verità assolute? Sicuramente il fatto che Google capisca tutto e comprenda tutto non è del tutto vero. Soprattutto con l’introduzione dell’intelligenza artificiale dallo scorso anno si sono visti sia i vantaggi in termini di capacità di elaborazione e di comprensione ma anche gli svantaggi. In alcune SERP, infatti, o in quelle dove la “conoscenza da cui apprendere” è limitata, mi permetto di dire che ha dimostrato che ci sono anche dei limiti o debolezze con SERP molto più volatili in base a pochi fattori che cambiano.

Nella SEO non ci sono verità assolute: non è neanche vero che Google sappia e capisca tutto

Startup e PMI con budget limitato: dove dovrebbero concentrare i loro sforzi, in materia SEO?

Non è raro che un titolare di azienda quando si confronta con l’esperto SEO tenda a mirare a risultati al di sopra di quello di cui realmente necessità applicando la filosofia del “arrivo a più persone, fatturo di più”.

Questo credo sia il principale paradigma che un imprenditore non del Web potrebbe far fatica a recepire.

Uno degli esempi che faccio spesso è quello del “volantinaggio” o della “radio”. Se investi in questi strumenti di marketing (e tengo a precisare che non li vedo per forza obsoleti o inutili, ci sono dinamiche o determinati business in cui il canale offline è ancora quello principale per numero di lead) puoi applicare solo una “strategia”: arrivare a numeri quantitativi sempre maggiori.

E nessuno può negare che in un contesto di cui non si hanno statistiche o altro, diffondere più volantini o essere più presenti in Radio e Televisioni dovrebbe corrispondere ad un maggior interesse/numero di vendite etc.

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Nel web dove tutto è profilabile e monitorabile in tempo reale questo meccanismo è il primo a venire meno. Meglio pochi ma molto profilati che tanti dal mucchio.

Una PMI con budget limitato, quindi, dovrebbe eseguire la stessa scaletta indicata nella domanda 3) con una particolare attenzione su quelli che sono i topic più profittevoli per loro che non devono per forza essere anche quelli che muovono più visite.

Per dirla sinteticamente (probabilmente molti SEO mi odieranno per ragionare per “parole chiave”) non ha senso puntare su “scarpe da uomo” quando il tuo business è una nicchia della nicchia come ad esempio “scarpe antinfortunistica da uomo”.

Leads? Meglio pochi (ma molto profilati) che tanti (dal mucchio)

L’imprenditore solitamente di fronte a questi esempi teme che rivolgersi a un pubblico così limitato e di nicchia sia inconcludente perché lui si aspettava invece strategie tipiche del “tam tam mediatico virale dei Social” ma, se si riesce ad andare oltre, con un budget limitato e uno studio strategico accurato si possono comunque impostare strategie che danno un primo ritorno sull’investimento che poi permette di “convincere” il Cliente a proseguire e a sposare il Web Marketing sempre di più.

In che modo decidi le strategie da adottare per il progetto di un tuo cliente?

Come detto nelle risposte precedenti si vede sempre caso per caso sia guardando cosa hanno fatto gli altri competitor sia effettuando analisi approfondite del mercato e dei suoi player per determinare quale/i strumento del Web Marketing può essere adottato e può dare maggiori risultati.

Non è raro che la strategia SEO a lungo termine preveda diversi approcci a seconda delle fasi di “crescita/maturità” del sito Web.

Per farsi conoscere per esempio può aver senso far girare i contenuti prodotti anche al di fuori del sito Web o dei social del Cliente così da sfruttare altri sistemi come “cassa di risonanza” iniziale.

Una volta raggiunti determinati traguardi, però, questo tipo di approccio lo si può sospendere per coltivarsi la propria nicchia e incentrare le visite sul proprio sito.

Se un tuo amico ti confidasse di voler trovare lavoro in ambito SEO, cosa gli consiglieresti per diventare subito operativo?

Gli direi: “Hai una passione?” Se la risposta sarà “Sì” allora gli dirò di fare un sito web dove parla di questa cosa che più conosce e lo appassiona. Gli direi di scrivere pensando a cosa la gente interessata a quell’argomento vorrebbe sapere e di aspettare che i primi risultati arrivino.

Partendo dalla sua passione e dalla voglia che, come tutti, avrà di “affermarsi” e di far vedere “che è molto preparato su quell’argomento” si innescheranno tutte quelle domande, curiosità e azioni che porteranno questa persona a conoscere, sperimentare, incuriosirsi, documentarsi su tutto quello che, usando i termini giusti, sono la SEO e il Web Marketing.

Tecnologia e futuro: cosa ti entusiasma e cosa ti impaurisce?

Della Tecnologia amo tutto, e confido che tutte le evoluzioni tecnologiche che vivremo nei prossimi anni possano essere degli strumenti che vadano ad aiutare e impattare in maniera forte sulla vita delle persone.

Reputo la Tecnologia la via tramite cui evolversi.

Questa affermazione risponde però anche alla seconda parte della domanda: cosa mi impaurisce?

L’ignoranza digitale o tecnologica. Viviamo anni in cui il progresso sta sfornando a ritmi frenetici tecnologie che possono cambiare radicalmente la percezione del mondo, l’evoluzione delle persone, l’accesso alle informazioni eppure, purtroppo, spesso di queste tecnologie meravigliose viene capita solo una parte che, purtroppo, spesso è anche quella meno determinate o più frivola.

E quindi mentre tu pensi che con quella specifica tecnologia tutti potranno evolversi, ti ritrovi 1 anno dopo a considerare che forse proprio quella tecnologia ha spinto l’acceleratore verso l’involuzione…

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